31 ottobre 2022 Tribunale di Pisa sentenza n. 1300/2022 Sentenza ottenuta per due clienti fideiussori avanti il Tribunale di Pisa. Si tratta di un decreto ingiuntivo che era stato emesso contro una società e i due fideiussori in forza di cambiali rilasciate alla banca per ottenere lo sconto finanziario per abbattere lo scoperto di conto corrente. Il decreto ingiuntivo veniva opposto eccependo la mancanza di causa delle cambiali in quanto il saldo debitore del conto corrente era in realtà inesistente perchè inquinato da poste passive illegittimamente addebitate dalla banca in pendenza del rapporto, tant’è che, senza di esse, risultava un saldo a credito della correntista anzichè uno scoperto di conto. In ogni caso veniva eccepita la compensazione dell’importo delle cambiali con il maggior credito derivante dal saldo attivo del conto corrente ricostruito depurato dalle illegittimità. La società nelle more falliva e il giudizio veniva proseguito nei confronti dei fideiussori. Il Giudice ha in primis rigettato l’eccezione della banca e della cessionaria intervenuta in giudizio, che sostenevano trattarsi di contratto autonomo di garanzia e non di fideiussione (e di conseguenza l’impossibilità dei fideiussori di opporre il DI), in quanto, come da noi sostenuto, difettava nel testo della garanzia la previsione di inopponibilità da parte dei garanti di tutte le eccezioni che spettano al debitore principale. Nel merito, disposta una CTU, il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza delle nostre eccezioni di illegittimo addebito di interessi ultralegali e di commissioni e spese non pattuiti, di illegittima variazione sfavorevole dei tassi e condizioni in difetto delle prescritte formalità e di omessa stipula in forma scritta del contratto di conto anticipi, e che il conto ricostruito privo di indebiti presentava un credito per la correntista superiore all’importo delle cambiali emesse per ottenere lo sconto. Conseguentemente, operata la compensazione, ha revocato il decreto ingiuntivo perché nulla era in realtà dovuto, liberando i fideiussori da un preteso debito di € 90.000,00 e condannando la banca e la cessionaria alle spese di lite. La vicenda testimonia ancora una volta che a fronte di un decreto ingiuntivo della banca non bisogna mai perdersi d'animo ma affidarsi a professionisti esperti della materia per una verifica, perché può accadere che il debito in realtà sia del tutto inesistente, come nel caso descritto, oppure di importo molto inferiore a quello preteso.
Scarica l'allegato
Ti posso aiutare?
Contattami, senza impegno, per una valutazione di fattibilità,
del Tuo caso o di quello del Tuo Cliente,
o semplicemente per conoscerci e prendere un caffè
(+39) 0572766973
(+39) 3471739802
info@avvocatoleccese.it
Oppure compila il modulo per essere ricontattato
Acconsenti al trattamento dei tuoi dati e dichiari di aver preso visione della Privacy Policy
Invia